In una cupa Parigi della fine del XV secolo ha inizio il film. Chi regna
con metodo dittatorile la città considera il popolo e gli zingari
esseri socialmente inferiori. Nel tragico preambolo dei soldati inseguono
e circondano una famiglia di zingari. Quando improvvisamente una donna
fugge per cercare la salvezza assieme al figlio è inseguita a cavallo
dal giudice (nel romanzo originale un arcidiacono) Claude Frollo. Quando
la donna giunge ai piedi della cattedrale di Notre-Dame tragicamente muore
battendo il capo in una rovinosa caduta. Frollo si appropria quindi del
fagotto della donna e scopre solo in quel momento che nasconde un neonato.
La sorte della creatura è irremediabilmente segnata, ma l'imprevisto
quanto tempestivo interporsi dell'arcidiacono di Notre-Dame evita l'ennesimo
assassinio. Per questo però la creatura dovrà rimanere per
sempre confinata nella grande cattedrale parigina. Quasimodo, il nome
che gli è posto (che significa "formato a metà"),
senza cure cresce ancor più deforme nel fisico e sconosciuto a
chiunque. Molti hanno però udito dell'esistenza di un misterioso
essere confinato nella torre della chiesa. Anni dopo, un Quasimodo adolescente
assiste dalla sua "casa" all'allegro arrivo delle carovane di
nuovi gitani. Arrivano in città a celebrare la Festa dei Folli
al 6 gennaio. Il giovane campanaro trascorre le giornate appollaiato sulle
guglie, in compagnia di animati gargoyle di pietra quando nota tra gli
zingari una bella ed esuberante ragazza di nome Esmeralda.Estremamente
agile, oltreché dotato di forza sovrumana, il campanaro scende
facilmente dalla torre per immergersi tra la folla mascherata. E' in atto
l'elezione del Re dei folli: la maschera più brutta e orripilante.
Vedendolo per la prima volta ma scambiandolo per una messa in scena Quasimodo
finisce, senza volerlo, per essere acclamato vincitore. Ben presto la
folla scopre che non è una finzione. Esplode in risa e sberleffi
arrivando addirittura a colpirlo con frutta e ortaggi. Esmeralda, orripilata
dalla scena si affretta, lei sola, in sua difesa. Quando il giudice Frollo
vede quel che accade e riconosce il giovane Quasimodo manda uomini armati
e Febo, il capitano delle guardie, a catturare il fuggitivo e la ragazza.
Proprio quando i soldati sopraggiungono, Esmeralda con un trucco da zingara
scompare, mentre il povero campanaro è catturato e costretto a
tornare nella torre di Notre-Dame. L'evento fa scaturire nell'apparente
immaturo (altra notevole trasfigurazione dal personaggio del libro) campanaro
un sentimento sconosciuto: in Esmeralda ha visto, anche se per un breve
attimo, la solidarietà e l'amizia. Desidera quindi ardentemente
e al più presto incontrala nuovamente. Frollo, che nel frattempo
trama rancore e vendetta verso gli zingari e contemporaneamente spasima
per avere Esmeralda, dà ordine di cercarli in tutta la città,
se necessario mettendola a ferro e fuoco. All'ennesimo episodio di sopraffazione
e violenza verso gente inerme l'animo e la moralità del capitano
delle guardie insorge. Febo si ribella al potere del giudice, rischiando
di essere ucciso. E' salvato in extremis, proprio da Esmeralda. La ragazza
chiede all'ingenuo Quasimodo di nascondere e curare Febo. Frollo che ha
però intuito il sentimento che unisce i giovani decide di sfruttare
l'ingenuità del campanaro e di tendere un tranello. Rivela a Quasimodo
che ha scoperto il luogo in cui si nascondono gli zingari, e che all'alba
lo attaccherà con ingenti forze. Febo, ascolta e ripresosi, convince
Quasimodo a partire per avvertire Esmeralda dell'imminente pericolo. Insieme
si recano alla Corte dei Miracoli, il luogo segreto dove si nascondono
tutti i fuorilegge. Il tranello di Frollo si è compiuto. Giunto
alla Corte la distrugge, cattura ed imprigiona Febo e gli zingari, condannando
Esmeralda al rogo e incatenando Quasimodo nella cattedrale. L'indomani
all'alba, davanti allo spettacolo di Esmeralda morente, Quasimodo si ribella
e riesce a liberarsi, salvandola. Nel frattempo Febo e gli zingari attaccano
i soldati, ma Frollo riesce ad entrare a Notre-Dame e a liberarsi dell'arcidiacono;
tenta di uccidere Quasimodo, ma il campanaro riesce a fuggire, nascondendosi
con la ragazza svenuta sull'estremità di un balcone. Frollo li
segue, ma precipita verso la morte e l'Inferno prima di poter dare il
colpo di grazia ad Esmeralda; il gargoyle su cui Frollo si appoggia si
rompe. Febo ed Esmeralda coronano la loro unione e il buon Quasimodo è
acclamato dalla folla. Una delle tante morali che rimangono vive nella
mente dello spettatore è che chiuque, a dispetto del fisico o stato
sociale, sa amare ed è da amare.
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